O meglio: la copia è possibile
ma perfettamente inutilizzabile su altri PC. Installando il nuovo
sistema operativo si creerà un legame indissolubile che lega il software
OEM al proprio PC.
Come si legge in questa
pagina del sito Microsoft, "il prodotto
in versione OEM nasce e muore col PC e non può quindi essere trasferito
su altri PC". In questo caso il big di Redmond si
riferisce al PC acquistato insieme al prodotto, ma la stessa cosa vale
per le copie OEM acquistate separatamente. Il problema è che per "trasferimento
di PC" Microsoft considera anche la sostituzione della scheda madre,
un'eventualità non infrequente per l'utente evoluto o smanettone.
"In caso di rottura o di furto del PC, o di
ogni altra situazione che lo rende inutilizzabile, anche la possibilità
di utilizzare il prodotto OEM viene compromessa", recita
il sito di Microsoft. Ma dobbiamo aggiungere che, Windows Vista impedirà
anche la riproduzione di qualunque software che non sia regolarmente
registrato e certificato. Addio quindi agli amati mp3 scaricati dalla
rete ed ai film in DVD che vengono da Emule o da qualunque altra
connessione che non rientri nella lista certificata. Questo significa
quindi che se anche un utente acquista regolarmente un DVD da una casa
cinematografica, che non rientra nella lista delle major coalizzate, non
potrà essere eseguito sul nuovo player di Vista.
Va poi aggiunto che gli acquirenti di copie OEM non godono del diritto
di sostituzione e devono scegliere quale versione del sistema operativo
desiderano: se a 32 o a 64 bit. Nel DVD OEM, infatti, si trova solo una
specifica versione di Vista.
Per quanto riguarda l'attivazione del software, le copie OEM di Windows
Vista sono soggette alle stesse regole delle versioni standard: quando
si sostituisce o si aggiorna oltre un certo numero di componenti
hardware, il sistema operativo obbliga l'utente
a rieffettuare l'attivazione (via Internet o via telefono).
Gli attributi del sistema "tenuti d'occhio" da Windows Vista sono la
scheda video, il
controller di storage (SCSI, EIDE
o SATA), l'adattatore di rete
e il suo indirizzo MAC, la quantità
di memoria RAM, il tipo di
processore e il suo
numero seriale, l'hard
disk e il numero di serie del volume,
e i lettori ottici.
Praticamente tutto il PC. In pratica
questo significa che sostituendo uno dei componenti sopra citati, il
sistema non funzionerà più. Per riattivare il sistema operativo
regolarmente comprato e registrato si dovrà chiamare la Microsoft e
sperare che ci credano per farci dare una nuova licenza di
riattivazione.
Windows Vista Home
inutile?
Acer accusa Microsoft: la versione
Home di Windows Vista non è il vero Windows Vista. Gli OEM costretti ad
investire più soldi per acquistare la versione Premium e non deludere i
clienti.
La versione Home di Windows Vista è quasi inutile e i clienti non la
vorranno. Microsoft ha operato in maniera tale da costringere chi vuole
un Pc con il nuovo sistema operativo ad acquistare la più costosa
versione Premium. A lanciare l'accusa non è un'associazione di
consumatori o qualche sito anti-Windows, ma un fedele alleato di Redmond,
la taiwanese Acer.
"Chi acquisterà la versione Home di Vista - dice Jim Wong, vice
presidente corporate di Acer - non vedrà nulla di quel che è stato
mostrato fino ad oggi di Vista. Niente interfaccia Aero, niente media
center, niente controllo remoto. Nessuno lo vorrà e noi saremo costretti
ad acquistare la versione Premium per dare alla gente quel che si
aspetta".
A pagare non saranno però i clienti finali, ma i costruttori di Pc: "la
gente non pagherà di più - dice Wong - ma noi sì. Il risultato sarà che
il costo per costruire un Pc sarà dall'1 al 2% più alto e i profitti
altrettanto più bassi". La cifra potrebbe non sembrare enorme, ma visti
i margini risicatissimi si tratta di una bruttissima notizia per gli OEM.
Il costo di licenza della versione Premium rispetto alla versione Home è
del 10% più alta.
Windows Vista:
Computer sicuro, ma per chi? Vedi il
filmato
Redmond, 12
Novembre 2006
L'industria cinematografica e Microsoft stanno
sviluppando (forse al momento in cui scriviamo l'hanno già sviluppato),
un sistema di controllo che dovrebbe rendere irrealizzabile la creazione
di copie pirata, ma non solo quelle...
Vogliamo guardare un nuovo film su Dvd, ma lo schermo della Tv rimane
scuro oppure, dopo avere registrato una trasmissione dal televisore,
durante la riproduzione si vedono soltanto delle barre colorate. Stiamo
esagerando? Non proprio. Se si presta fede a quanto dicono le major e i
produttori di hardware, in futuro su ogni televisore, videoregistratore,
pc, Pda e cellulare sarà integrata una funzione di protezione dalla
copia. E in ogni Dvd sarà presente un piccolo modulo trasmittente per
l'identificazione del disco. Ma non basta: perfino i segnali Tv e quelli
trasmessi attraverso i cavi di un televisore o di un monitor saranno
codificati. Senza dubbio, da molto tempo la copia su pc rappresenta una
spina nel fianco per l'industria dell'entertainment, ma tutti i
tentativi per impedirla finora sono falliti miseramente. Per esempio il
Content Scrambling System (CSS), per la protezione dei Dvd dalla copia,
già nel 1999 è stato infranto dal norvegese Jon Lech Johansen e ai vari
sistemi di protezione dei Cd-Audio non è andata molto meglio. Perfino il
progetto più recente, l'Extend Copy Protectìon (XCP), ancora in fase di
sviluppo presso Sony, dovrebbe impedire le attività di copia soltanto ai
meno esperti in campo informatico.
Broadcast Flag: in futuro solo programmi Tv protetti
In futuro tutto questo sarà sorpassato: l'industria cinematografica si
preoccupa soprattutto dei programmi Tv, in particolare di quelli
digitali ad alta risoluzione. Negli Usa si vuole difatti impedire che
alcune serie, come 24, possano essere disponibili su Internet
addirittura prima che vengano presentate all'estero. Un piccolo
marcatore, il Broadcast Flag, inserito nei segnali Tv digitali dovrebbe
impedire la registrazione o, quanto meno, limitarla notevolmente. Il
Flag potrebbe per esempio fare in modo che i film siano registrabili
solo nel formato 4:3 oppure che siano semplicemente bloccati.
Le major però hanno di fronte ancora due ostacoli. Il primo è che il
Flag funziona soltanto con le periferiche che lo supportano: la scheda
video e quella Tv devono essere in grado di leggere le informazioni di
autorizzazione dal Flag e di bloccare, nel caso, l'uscita analogica o
quella Tv. Il secondo ostacolo è invece di natura giuridica: un
tribunale americano ha recentemente proibito alla Federal Communication
Commission (FCC), l'ente governativo che fissa le regole per le
comunicazioni radio e Tv, di prescrivere la presenza obbligatoria del
Flag nelle future apparecchiature. Ora Hollywood confida nel Congresso
Usa e nel fatto che i produttori modifichino spontaneamente tutti i
televisori, i pc e i videoregistratori.
L'opinione di Pubblinet
Switzerland
Le aziende sono piuttosto restie a compiere modifiche
perché l'integrazione del Flag provoca l'aumento dei costi e non è
chiaro se e come cambierà la situazione legale negli Usa. Secondo alcuni
rapporti del settore, un'importante emittente privata tedesca ha
sperimentalmente trasmesso un film marcato con il Flag ma è comunque
poco probabile un avvio in Europa prima del mese di giugno 2007.
AACS: la protezione dalla copia "imbattibile"
Per i produttori il Broadcast Flag per la
lotta contro la pirateria non è molto più di un sasso lanciato con una
fionda. In realtà sta per essere elaborata un'arma molto più potente, l'Advanced
Access Content System (AACS). Questo sistema di codifica
permette ai produttori di specificare in modo preciso ciò che succede
quando si riproduce un (HD-)Dvd, un Blu-ray Disc (BD) o un Cd
nell'impianto home theatre o nel pc. ; Ecco come funziona: i dati
vengono codificati tramite una chiave AES a 128 bit. Il produttore può
programmare tutte le limitazioni possibili, dalla riproduzione singola
su una sola periferica fino alla riproduzione in più copie. La cosa
migliore è che la chiave sul supporto corrisponda alle chiavi
individuali dell'hardware. Se questa chiave dovesse essere "craccata",
contro ogni aspettativa, verrà bloccata la chiave individuale della
periferica. I futuri film su Dvd quindi non potrebbero più essere
riprodotti da quel drive. Viceversa, sarebbe inutile infrangere la
chiave hardware: in tal caso infatti il film potrebbe essere "rippato"
solo da quel player e non da uno qualsiasi, come nel caso del CSS. In
teoria, inoltre, il player potrebbe addirittura essere bloccato con un
aggiornamento del software o via Internet. Le possibilità sono quindi
quasi illimitate.
L'opinione di Pubblinet Switzerland: l'AACS sta per arrivare, con Hd-Dvd
e Blu-ray Disc finalmente sicuri. A ciò stanno provvedendo un consorzio
dei principali produttori di hardware e software (Microsoft, Sony, IBM,
Matsushi-ta) e l'industria cinematografica (Disney, Warner Brothers) che
stanno lavorando al nuovo standard.
Dato che, secondo l'opinione di alcuni esperti del settore, molte copie
pirata non vengono diffuse dagli utenti privati bensì da collaboratori
di uffici stampa o noleggiatori di film, per i produttori la protezione
AACS non è ancora sufficiente. Essi vogliono perciò integrare in ogni
disco un identificatore digitale, grazie al quale sia possibile risalire
fino all'origine delle copie pirata. E una ditta californiana di
ricerca, chiamata Winmec, ha compiuto un passo ulteriore: sta infatti
lavorando (supportata finanziariamente da Intel, HP e da altri
produttori) a un modulo radiotrasmittente per i film su Dvd e per i
relativi player.
Grazie alla Radio Frequency Identification (RFID) il disco deve per
prima cosa "autenticarsi" nel player Dvd: la riproduzione inizierà
soltanto se non si tratterà di una copia pirata. Grazie a
un'autenticazione via Internet vengono richiamate prima le informazioni
sul Dvd, come la data dell'acquisto. Si può anche
pensare di registrare sul modulo i dati personali dell'acquirente del
Dvd, così da poter impedire subito la copia non autorizzata o consentire
la riproduzione solo dalle periferiche in possesso dell'acquirente.
Secondo il responsabile del progetto,
il dott. Rajit Gadh, il sistema è ancora in fase di sviluppo ma verso la
fine dell'anno dovrebbero essere presentati i primi apparecchi.
L'opinione di Pubblinet Switzerland
Non è certo se i moduli RFID per i
Dvd compariranno davvero sul mercato. Gli identificativi digitali dei
dischi, invece, potranno diventare una realtà già dalla metà del 2007.
Commenti
(Andrea Guida)
Ieri sera, come quasi ogni sera, ho visto l’edizione delle 20.00 del
telegiornale di canale 5 e, ovviamente, visto l’avvenimento non poteva
mancare un bel servizio confezionato da incompetenti (o almeno
“sbadati”) riguardo il lancio di Windows Vista.
Nel servizio del TG5, in bella mostra la ridicola presentazione delle
novità fatta dall’amministratore delegato italiano di Microsoft
(poverino, illustrare novità inesistenti deve essere un lavoraccio!)
che, cercava di divincolarsi dall’imbarazzo dicendo che “potremo fare
tutto quello che facevamo prima in modo più facile, con un nuovo livello
di sicurezza e un motore di ricerca potentissimo”… da brividi!
Tralasciando quanto sopra, veniamo ai veri e propri errori commessi nel
servizio (che tra le altre cose, nell’edizione delle 13.00 di cui vi è
il video presente nel sito del TG5, non ci sono… hanno rifatto il
servizio per metterci gli errori!):
Per prima cosa, viene sbagliato il prezzo del sistema, infatti, si
azzarda un 599€ per la “sola” versione professional, mentre in realtà,
benchè paragonabile a un paio di mesi d’affitto, quel costo è relativo
alla versione ultimate… quella con miliardi di funzioni (inutili?!) che
vi fa pure il caffè per intenderci!
Altro errore è stato fatto in relazione alla descrizione del tipo di
lancio, ovvero, nel servizio viene detto che c’è stata l’uscita di Vista
ed Office 2007 (non dimentichiamo che è uscito anche lui, visto che alla
fine della fiera è un ottimo prodotto!) in contemporanea europea, quando
si sa da mesi (anni?!) che l’uscita dei prodotti è stata in
contemporanea mondiale!
Ultimo (o almeno da quello che ricordo!), temendo errore fatto nel
servizio, al quale non servono quasi parole di commento: “Windows è
installato su tutti i computer del mondo” … e adesso chi glielo dice
agli utenti Linux e Mac?!
Per concludere, chi si lamenta giustamente del fatto che
nell’informazione di massa televisiva non si parli d’informatica ed
internet, è meglio che non azzardi più richieste del genere in quanto
avremo al 90% risultati di servizi raccapriccianti come quello appena
descritto!
1.
Mercoledì, 31 Gennaio, 2007
(Bertoldo)
i giornalisti televisi nostrani sono famosi per la loro poca accuratezza
e competenza nei vari campi dello scibile umano…
quando volete farvi una risata non avete che da ascoltare come
pronunciano termini inglesi o francesi, il più delle volte sbagliati… ma
si sa per essere giornalisti nel nostro paese bisogna essere o far finta
di essere ottusi e dire quello che l’establishment vuole sentire…
2. Mercoledì, 31 Gennaio, 2007
(Mauro)
Per il momento gli errori si limitano al servizio di Canale5 (agli
errori televisivi sono abituato, quelle rare volte che accendo la TV:
sono un medico e nel mio campo è un’orgia di superficialità e assenza
della minima ombra di controllo di ciò che si dice).
Ma vedrai quando inizieranno a venir fuori, implacabili, i “bugs” di
sistema Vista: pochissime novità, come giustamente rilevi, e vedrai che
anche in quelle poche che hanno inserito avranno fatto il solito
pout-pourri di oscenità di programmazione. D’altra parte, se sono in
ritardo di tre anni col lancio, ci sarà pure un motivo, no? Viva il
MacOsX…
3. Mercoledì, 31 Gennaio, 2007
(Giulietto)
Gli stessi errori e superficialità li avevo riscontrati su 24 minuti, il
free press del Sole 24 ore. Tralasciando per un attimo il discorso su
Vista, ciò che più mi fa riflettere è la superficialità dei giornalisti.
Mi spiego meglio: chiunque abbia un minimo di conoscenze informatiche si
accorge delle sviste madornali che vengono fatte in articoli e servizi
tv, stesso dicasi per un medico (come dal commento più sopra) quando si
tratta di medicina. Il dubbio allora viene esteso a tutti gli altri
campi, politica ed economia in primis, e fortuna che i giornalisti si
accaniscono contro i blog denunciando la mancanza dell’autorevolezza
della fonte…
Windows Vista e il DRM: il pc diventa una
fortezza.
Tutte le tecniche di registrazione si basano su un sistema operativo che
supporta il DRM. Fino a poco tempo fa sembrava però che Microsoft
volesse abbandonare l'idea di Next Generation Secure Computing Base (NGSCB).
Si sono perciò diffusi dei timori che con la nuova versione di Windows
sarebbe stata introdotta una protezione restrittiva dei contenuti
digitali che includesse anche l'hardware. E alla conferenza degli
sviluppatori di hardware Microsoft di quest'anno (WinHEC 2005) è
risultato chiaro che è proprio questo il programma: Dave Marsh di
Microsoft Windows Media Technologies ha annunciato che "ogni cosa su un
pc verrà dotata di una protezione digitale, dai connettori alle
periferiche, alle schede di espansione, fino al più piccolo file sul
disco fisso o nella memoria operativa".
Con l'introduzione di Vista (la cui uscita è imminente) la manipolazione
su computer e notebook di Premium Contents, ossia film o musica,
dovrebbe essere rigidamente controllata. Soltanto se tutti i componenti
e i programmi supporteranno una protezione contro la copia ne sarà
permessa la riproduzione. Se per esempio il connettore Dvi non
corrisponde alle richieste, lo schermo rimarrà nero. Tutto questo però
funziona solo se Windows Vista sa quali hardware o software sono
conformi al DRM. Dovrebbe quindi essere creata una "lista nera" online (Global
Revocation List) in cui sono elencati gli hardware e i software non
desiderati. Windows Vista poi a ogni avvio del programma comparerà il pc
o il notebook con questo elenco.
L'opinione di Pubblinet Switzerland: sembra che Microsoft si pieghi
completamente alla volontà dell'industria cinematografica e che, grazie
alla sua posizione di mercato, obbligherà anche i produttori di hardware
a farlo. Non sarà il caso di tenersi stretto Windows XP o di passare a
un sistema Open Source?
Controllo dei cinema: dispositivi per la visione notturna.
Gli esercenti dei cinema e i noleggiatori hanno in mente altre misure di
protezione contro la copia: vogliono infatti controllare, mediante
l'utilizzo di dispositivi per la visione notturna, che non vengano
effettuate nelle sale registrazioni dei film dallo schermo. Ciò
rappresenterebbe però una notevole intrusione nella privacy degli
spettatori.
L'opinione di Pubblinet Switzerland: a cosa servono i dispositivi di
visione notturna se poi un dipendente del cinema realizza copie pirata
in cabina di proiezione?
L'OPINIONE DEI CONSUMATORI: II blocco AACS non fa per noi
Abbiamo chiesto a un rappresentante di un'associazione tedesca per i
diritti dei consumatori cosa pensasse riguardo ai dispositivi anticopia
illustrati nell'articolo. Pubblinet Switzerland: II Broadcast Flag non
potrebbe essere accettabile per una protezione efficace dell'Hdtv? R: Respingiamo quest'ipotesi, perché il Flag
impedirebbe la registrazione e la visualizzazione in un momento
successivo. Purtroppo a Ginevra si discute perfino di un Broadcast Flag
per il Webcasting e sarebbe una catastrofe ancora maggiore. Pubblinet Switzerland: Con l'AACS si potrebbero
addirittura bloccare i player, un tema caldo per le associazioni di
protezione dei consumatori. R: La protezione dalla copia è di per sé
legittima ma non dovrebbe impedire l'esercizio dei diritti dei
consumatori, il blocco di un dispositivo di riproduzione sarebbe un
danno materiale e anche una perdita della garanzia. In tal caso molto
probabilmente noi procederemmo per vie legali. Pubblinet Switzerland: Che ne pensa del chip
RFID? R: Qui il problema non è tanto la protezione
dei dati quando i dati sono in possesso esclusivo del legittimo
acquirente. La restrizione per cui un Dvd acquistato può essere
riprodotto solo sul proprio player però sarebbe uno vero schiaffo per i
clienti.
Pubblinet Switzerland: L'industria cinematografica
ha in programma un controllo dei cinema con apparecchi di visione
notturna. Pensa che ciò sia ammissibile? R: Se lo spettatore viene avvertito prima,
legalmente non ci si potrebbe opporre.
Il divertimento è finito.
Copie di film e registrazioni dalla Tv non spariranno certo prèsto dalle
reti peer to peer o dai computer domestici, però sicuramente
diminuiranno di numero. In tal caso l'industria cinematografica non
avrebbe vinto la guerra ma solo un'importante battaglia. Microsoft si
allinea alla posizione delle major e obbliga i produttori a investire
nel DRM.
In fin dei conti, chi paga alla fine è sempre il cliente che può
acquistare un pc sul quale può guardare i film High Definition ma che è
in grado di fare ben poco altro, a meno di passare ad altri sistemi
operativi come Linux. In questo caso però si dovrà rinunciare ai film HD
perché il sistema operativo Open Source risulta troppo poco sicuro per
l'industria del cinema. Fino a quando uno smanettone in Norvegia o in
altre parti del mondo non troverà qualche nuovo astuto trucco.
E' in arrivo l'ennesima batosta in materia di diritti
digitali. Si tratta del Trusted Computing (dall'inglese, computer
affidabile) ed è un sistema hardware e software che impedisce di
eseguire sul proprio computer programmi non autorizzati. Sponsorizzato
come la soluzione a spam e virus che fanno impazzire gli utenti Windows,
in realtà di affidabile ha ben poco. O meglio, i concetti di
affidabilità e sicurezza non sono pensati per l'utente, quanto piuttosto
per le case produttrici di software, che avranno il pieno controllo dei
programmi che potranno venire eseguiti su quel computer "affidabile" e
dei file che potranno essere scambiati con altri computer "non
affidabili". Ad avvertire del pericolo la comunità degli utenti ci ha
pensato no1984.org, neonato gruppo
di discussione con l'obiettivo di tutelare i diritti dei consumatori
digitali.
Il sistema di gestione dei contenuti digitali che rende i computer
"affidabili" è stato creato da un team di sviluppo, il Trusted Computing
group (Tcg), che si dichiara "un'organizzazione no profit, nata per
sviluppare, definire e promuovere standard accessibili per l'hardware
dei computer affidabili e le tecnologie di sicurezza". Nella lista dei
suoi membri figurano le più grosse case di hardware e software a livello
mondiale, dalla Hewlett-Packard alla Intel, dall'IBM alla Sony, dalla
Sun Microsystems all'immancabile Microsoft. E' lampante quindi
l'esistenza di ingenti interessi economici, nonostante la dicitura "no-profit".
L'ultima "creazione" del Tcg è la Trusted platform module (Tpm), un chip
inserito nel computer che permette di eseguire un programma solo se
certificato, cioè autorizzato.
Gli entusiasmi dell'industria verso il
Tpm hanno provocato allarmi in rete. é nato così il gruppo di
no1984.org. Obiettivo: scoprire come
funzionano i dispositivi di Trusted Computing e in che modo minacciano i
diritti digitali. Riccardo Tortorici, portavoce del progetto, racconta:
"Già nel 2002 Richard Stallman, guru dell'open source e fondatore della
Free Software Foundation, prefigurava uno scenario orwelliano:
attraverso componenti hardware appositamente modificati e software
specifici, questi computer affidabili potranno scaricare dalla rete
regole create e aggiornate di continuo, che non permetteranno di
condividere file con altri utenti. Anche un semplice documento scritto
in word su un computer affidabile sarebbe impossibile da aprire con un
altro programma non proprietario. Sarebbe la fine dei programmi open
source, i cui sviluppatori con fatica cercano di decifrare le regole
nascoste già presenti nei programmi proprietari, per rendere possibile
lo scambio di file e di conseguenza la compatibilità.
Tc si o no, a prima vista potrebbe fare poca differenza, dato che anche
ora l'utente che utilizza software proprietari non ha il pieno controllo
di quello che fa. Eppure non è così.
Il movimento open-source ha spesso fatto della volontà di controllo una
questione politica. E le proposta di leggi ad hoc negli Stati Uniti non
danno loro torto. Ma per Tortorici la questione è più complessa: .
Anche l'economia digitale, apparentemente beneficiaria del Tpm,
finirebbe con l'esserne vittima. Insomma l'appello è forte e l'allarme
suscitato nella comunità internazionale è alto, si parla di computer
sicuri, ma in fondo, sicuri per chi?
ATTENZIONE: RIFLETTETE
QUALCHE MINUTO SU QUELLO CHE C'E' SCRITTO QUI SOTTO...
Mamma, sono uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non
bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho
bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver
ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo
guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta
sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha
iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia
macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che
mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e
sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era
ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso
dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso
sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il
ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre
andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo
morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che
distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di
coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a
papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e
guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La
mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente
paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi
piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi
piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio.
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente
all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il
giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna
contro la guida in stato di ebbrezza. Altri hanno seguito il suo esempio. Chi
scrive lo sta facendo adesso. Anche tu puoi contribuire a diffondere questo messaggio.
Se non lo farai, non importa, ma potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire
a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo è un piccolo gesto può
fare una grande differenza. Non ti costa nulla:
Invia questa
pagina a qualche amico. Grazie.
RFID è l'acronimo di Radio Frequency
IDentification (traducibile con Identificazione a radio
frequenza) o Spychips. Esso si riferisce ad una tecnologia per la
identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema
si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag
RFID usando dei lettori RFID. Un tag RFID è generalmente costituito
da un microchip che contiene dati (tra cui un numero univoco
universale scritto nel silicio) e una antenna che permette di
ricevere e di trasmettere radiofrequenza ad un transceiver RFID. Si
tratta di una delle tecnologie che pone i maggiori problemi di
privacy tra quelle in circolazione.
Esistono diversi standard ISO di tag RFID
125/134 khz
13.56 Mhz (negli standard ISO 14443 / ISO 15693)
868/915 Mhz (ISO 18000)
>2.4 GHz (Ultrawide band)
I tag 125KHz e 13.56Mhz sono previsti dalle norme ISO come passivi
(senza batterie) mentre per i tag RFID UHF e Ultrawide band esistono
attivi, semi-attivi e passivi. I tag attivi sono alimentati da
batterie, i tag semiattivi sono alimentati da batterie solo per la
parte di trasmissione e tag passivi non hanno nessuna fonte di
alimentazione interna, ma traggono l'energia per attivarsi dall'onda
radio inviata dal lettore che li interroga.
Si tratta di una tecnologia emergente che sta rapidamente
affermandosi grazie allo sviluppo passato delle ITC e internet.
Negli ultimi anni la procedura di riconoscimento automatico (Auto ID)
ha suscitato molto interesse e si sta sviluppando in ogni settore
industriale, da quello di acquisto e distribuzione di servizi
logistici a quello industriale, manifatturiero, metalmeccanico.
Le principali applicazioni:
Le soluzioni su tag 125/134 kHz trovano campi applicativi:
tracciabilità animali (cani e mucche), apertura serrature (settore
alberghiero e controllo accessi)
Le soluzioni su tag 13,56Mhz trovano applicazioni in
standard ISO 15693 per la tracciabilità (alimentare, prodotti, etc),
borsellini elettronici non bancari (villaggi vacanze, discoteche etc)
standard ISO 14443 (ad alta sicurezza) per carte bancarie, tessere
documenti di identità elettronici
le soluzioni con tag UHF ISO 18000 sono dedicate alla logistica sia
interna che esterna d'azienda
le soluzioni con tag 2.4GHz e oltre per la mobilità (telepass e
similari) e gli interporti